NIkola Tesla. E luce fu

Bobina di Nikola Tesla

Nel mondo della scienza, come anche in altri campi, sono decine e decine le storie tralasciate, i personaggi scomparsi, dimenticati o ignorati. Uomini dalle idee troppo rivoluzionarie, troppo localistiche, vuoi perché legati a interessi più vasti della propria persona e perché incapaci di gestire la propria immagine pubblica o perché semplicemente (ma non troppo semplicisticamente) non capito dalla comunità contemporanea. Insomma troppo o troppo poco.

< I > Ma le arti e le cultura umana hanno la capacità di risollevare questioni che possono sembrare dimenticate al grande pubblico per vie traverse e indirette. Succede a volte che in un film siano presenti personaggi o questioni più serie di ciò che in realtà il regista sembra trattare. Ecco come in uno dei tanti, e come al solito sciaradico, film di Christoper Nolan, intitolato The Prestige, compare un personaggio curioso, un inventore quasi pazzo che nella trama copre un ruolo assai importante. Fra i due illusionisti protagonisti si divincola un istrionico David Bowie nei panni di Nikola Tesla, un fantascientifico inventore in grado di teletrasportare oggetti in diversi luoghi dello spazio. Da qui a porsi la spontanea domanda su chi fosse in realtà Nikola Tesla il passo è brevissimo, al di là delle evidenti ma legittime distorsioni compiute dal regista.

Nikola tesla, una storia

< I > Croato di nascita ma statunitense di adozione, questo ingegnere elettrotecnico condusse le sue impervie ricerche verso ambiti allora ignoti e oggi dati troppo per scontato. Pose le basi o inventò l’illuminazione al neon, i mezzi teleguidati e infine i mezzi di riscaldamento per diatermia e induzione, insomma i rudimenti per la trasmissione radio e radar. Progettò inoltre la prima centrale idroelettrica a corrente alternata, installata successivamente sulle cascate del Niagara attorno al 1895, ma di lui rimane solo l’unità di misura di induzione magnetica uniforme ( T ) e un brevetto di un apparecchio simile alla radio antecedente a Guglielmo Marconi. A questo riguardo però bisogna sottolineare che nel 1912 ricevette il premio Nobel per la fisica, ma lo rifiuto, offeso, per non averlo ricevuto nel 1909 al posto di Marconi.

Solo nel giugno del 1943, a pochi mesi dalla morte avvenuta il 7 gennaio dello stesso anno, la Corte Suprema degli Stati Uniti (caso 369, 21 giugno 1943) riconobbe a Tesla la paternità della radio. Il fisico italiano fu effettivamente solo colui che per primo invio un segnale oltreoceano.

Nikola tesla e Alva Edison

< I > I motori a corrente alternata lo misero in contrasto con Thomas Alva Edison, convinto sostenitore della corrente continua, e come se non bastasse, un innato filantropismo e un disinteresse nei confronti di personali guadagni finanziari lo fecero soccombere nel vorace mondo dei brevetti scientifici. Gli ingenti interessi economici legati alla figura di Edison fecero in modo di far passare in secondo piano i pur più fruttuosi e convenienti generatori di corrente alternata basati sul principio messo a punto proprio da Tesla della rotazione del campo magnetico, ovvero della distribuzione elettrica polifase.

Degli esperimenti che lui stesso compì sulle montagne del Colorado è rimasto ben poco. L’intenzione originaria dello scienziato era comunque quella di trasmettere corrente su larga scala per uso domestico, sfruttando le vibrazioni naturali della terra, dato che la crosta terrestre è un ottimo conduttore elettrico, senza la necessità di usare cavi (oggi volgarmente avremmo detto wireless). Tesla nel 1889 riuscì ad accendere 200 lampadine poste a 40 km. di distanza, grazie alla presenza in natura di campi energetici che egli stesso chiamò etere. Sconosciuti sono invece i perché, pochi anni dopo, Tesla non ricevette più finanziamenti, costretto in questo modo a interrompere tutti gli esperimenti e a smantellare l’intero impianto di Colorado Spring.

Stiamo parlando di fantascienza? Non proprio, ma di quella particolare scienza che per un motivo o per l’altro viene dimenticata.

 

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