Bill Bradley: veni, vidi, vici

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Pubblicato su “Overtimebasket” il 28 luglio 2020.

Bill Bradley: veni, vidi, vici

Nell’opera letteraria “Vite parallele” del biografo e storico greco Plutarco un capitolo è dedicato alle imprese belliche di Caio Giulio Cesare il quale, nell’annunciare a Roma la straordinaria rapidità della spedizione militare con cui il 2 agosto del 47 a.C. contro l’esercito di Farnace II del Ponto a Zela, nel Ponto, la veloce e implacabile vittoria, scrive al suo amico Marzio tre sole parole latine: veni, vidi, vici.

Venni, vidi, vinsi. Dal modo secco e dall’apparente facilità con cui il protagonista arriva sul campo, si guarda in giro, pensa e valuta la situazione e poi conclude con poche e semplici mosse la battaglia ottenendo una sonante vittoria, può generare una sorta di parallelismo e collegamento mentale con le imprese di un giocatore che nella vita ha ottenuto molto, certamente lavorando tanto e sodo, anche grazie ai propri indubbi mezzi atletici e intellettuali.

La facilità e la velocità di pensiero assoluta, unita a quella predisposizione alla pallacanestro che c’entra poco con l’altezza ma riguarda più il saper stare in campo e saper sfruttare le proprie caratteristiche uniche, lo hanno reso un rivoluzionario e un protagonista della pallacanestro europea di fine anni sessanta e successivamente dell’NBA. Vincendo ovunque sia andato.

Non possiede una tecnica stilisticamente perfetta, carica il tiro con la spalla destra più bassa, il suo arresto e tiro avviene con le ginocchia leggermente divaricate ma tutto questo non inficia minimamente sulle altre cose che è in grado di compiere in campo, un mix perfetto di efficacia e altruismo al servizio della propria squadra.

Sto parlando di William Warren “Bill” Bradley, classe ‘43, di Crystal City, Missouri, piccola cittadina situata all’interno dell’area metropolitana di St. Louis. Una laurea in tasca ottenuta a Princeton e una propria personale fototessera nella Naismith Memorial Basketball Hall of Fame.

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28 DICEMBRE Bill Bradley contro Jim Boeheim e Frank Nicoletti di Syracuse al Madison Square Garden. I 36 punti di Bradley hanno portato Princeton in semifinale con i Michigan Wolverines.
(Crediti | di John Duprey / NY Daily News Archive via Getty Images)

Oggi Bradley compie gli anni e sono settantasette. Ha una lunga storia di successi, sia come giocatore di basket sia come politico e diplomatico.
È l’unico, assieme a Manu Ginobili, ad aver vinto il massimo campionato europeo per squadre in Europa, negli Stati Uniti e una medaglia Olimpica.
È l’unico, e su questo neanche Ginobili può competere, ad aver vinto il massimo campionato europeo per squadre in Europa, negli Stati Uniti, una medaglia Olimpica, aver ottenuto la prestigiosa borsa di studio “Rhodes Scholarships” presso l’Università di Oxford ed essere stato Senatore dello stato del New Jersey, ala democratica.

Non si tratta quindi di un tipo ordinario, questo lo si è già capito, bensì di una personalità eclettica e intrigante per il quale l’attività agonistica sportiva è solamente uno dei vertici di un poligono immaginario che rappresenta l’area dei suoi molteplici interessi.

Continua […]


Bill Bradley – Overtime. Storie a spicchi – 28 luglio 2020



 

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